Rete oncologica regionale, si parte

Parte la Rete Oncologica regionale: con il decreto della Giunta regionale sono stati definiti i percorsi diagnostici e terapeutici per 13 patologie neoplastiche, che rappresentano il 70% dei tumori in Campania. 

Il decreto approva i criteri di qualità per la refertazione anatomo-patologica, per il trattamento degli effetti collaterali dei chemioterapici e l’esecuzione dei trattamenti radioterapici. Inoltre, definisce tempi certi da parte di tutte le aziende per il recepimento e l’applicazione dei percorsi definiti. 

La chiave dell’operatività della rete è rappresentato dal network tra le aziende ospedaliere che ne fanno parte. 

C’è chi, però, non è d’accordo con questa centralizzazione. Sono i comitati che si battono per il mantenimento dei piccoli ospedali, che lamentano enormi difficoltà: “È necessario garantire le urgenze per la popolazione, che per vari motivi non può raggiungere l’Ospedale del Mare o l’area collinare” spiegano dal ‘Coordinamento campano per la salute.

 “Un caso incredibile è stato quello dell’Oncologia e dell’Ematologia del San Gennaro, prima trasferite all’Ascalesi per la costruzione del Polo Oncologico dell’Asl Napoli 1, poi senza criterio spostate all’Ospedale del Mare, Incurabili e San Giovanni Bosco. Il Polo scompare ed il Pascale acquisisce la Radioterapia. La conseguenza è che gli ammalati vengono sparpagliati nei vari centri con vari rischi per la salute”.

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