Professioni Sanitarie - Bollettino dell'Ordine n. 2

A nemmeno 24 ore di distanza dal flash-mob per dire no alla camorra in ospedale a Napoli si registrano altre due aggressioni al personale sanitario del Vecchio Pellegrini da parte di parenti di pazienti che non volevano aspettare il proprio turno al triage del PS. Franco Ascolese, presidente dell’Ordine Tsrm e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e prevenzione di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta, commenta così la situazione: “C’eravamo anche noi, l’altro giorno, come Ordine Tsrm e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e prevenzione, all’ospedale Pellegrini di Napoli per dare il nostro apporto all’iniziativa promossa dai sindacati prima e poi sposata dalla Asl Napoli 1, per stigmatizzare i drammatici eventi delle settimane scorse, quando al quotidiano stillicidio di violenze e di aggressioni ai danni dei camici bianchi di prima linea si è sovrapposta addirittura una sparatoria di chi è giunto in ospedale iniziando a sparare ad altezza d’uomo nel varco del pronto soccorso.

Un evento drammatico in cui solo per miracolo non ha fatto vittime”. Il flash mob, dunque, è nato come “un moto spontaneo di protesta e di mobilitazione, suscitato dall’indignazione (e anche impotenza) vissuti dal personale sanitario quotidianamente in prima linea, stressato, sotto organico, costantemente nel mirino dell’inciviltà che dilaga tra tanti cittadini e pazienti e ora di delinquenti, poi trasformatosi in un convegno in cui è stato elencato il lavoro portato avanti dalle istituzioni per il risanamento della Sanità mentre ai sindacati, alle categorie, alle professioni, ai camici bianchi di prima linea è toccato dare voce alle testimonianza di tutti operatori della sanità affinché qualcosa cambi. Si, appunto, ma quando?”.“Dal nostro punto vista – spiega Ascolese -, come ordine professionale, organismo neonato e giovane ma pieno di forza, e forze rappresentate, la formula del flash-mob e del convegno, per quanto utili, non basta. Quello che manca non sono i convegni e le occasioni per far circolare le buone intenzioni o il riassunto delle cose fatte e di quello che si vuole fare (iniziative anche lodevoli come quella del commissario della Asl Ciro Verdoliva di potenziare i sistemi di videosorveglianza nei pronto soccorso e sulle ambulanze). Quello che ancora manca forse è una maggiore concretezza e velocità nell’assunzione di provvedimenti strutturali sul piano della prevenzione e repressione a tutti i livelli, locali e nazionali”.

 

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