Pronto soccorso Hi Tech

Al palo per mancanza di tecnici 
Prime linee di Asl e ospedali sguarniti non solo di medici. All’appello mancano decine di tecnici.
Non solo i medici ma anche i tecnici mancano nella rete dei pronto soccorso in Campania. Prendiamo le emodinamiche per le angioplastiche per fronteggiare un infarto: a Napoli e provincia in Asl e ospedali ma anche nelle Università le postazioni tecniche sono sguarnite e le apparecchiature diagnostiche esistenti lavorano a scartamento ridotto. I professionisti di area tecnica si incrociano col contagocce nelle corsie e nelle unità di radiologia interventistica.

Eppure parliamo di fondamentali servizi per consentire di intervenire sotto guida Tac nella disostruzione meccanica di vasi cerebrali ostruiti da un trombo. Procedure delicate che, se effettuate da mani esperte e nei tempi giusti restituiscono il paziente alla vita sociale e lavorativa senza troppi danni anche dopo un grave ictus. La diagnostica e i servizi di pronto soccorso di Asl e ospedali in Campania sono sotto organico. I tempi di attesa sono lunghi, le prime linee scoppiano di barelle e la qualità delle cure potrebbe migliorare. Basterebbe assumere altri medici e specialisti ma anche assicurare gli standard previsti di camici bianchi dei profili tecnico sanitari di radiologia medica. Eppure di queste figure indispensabili non si parla mai nemmeno quando si stilano i fabbisogni e le piante organiche. Il dato di fondo sono le deficienze della rete dell’emergenza e urgenza in Campania  e l’assoluta sottostima di personale sanitario di area tecnica e per far funzionare le apparecchiature si impiegano spesso e volentieri camici bianchi di altra natura e formazione a danno della sicurezza della sicurezza del paziente oltre che del personale. Insomma mancano decine di tecnici sanitari di radiologia medica nei servizi diagnostici di Asl e ospedali in Campania ma il fabbisogno definito dalla Regione Campania nel triennio 2018-2020 è zero. Correttivi sono indispensabili nel documento di programmazione del fabbisogno del personale 2019-2021. Bisogna tornare a dare dignità nella programmazione del fabbisogno occupazionale. E non solo di tecnici sanitari di radiologia medica parliamo: mancano all’appello logopedisti e fisioterapisti (nella rete per l’Ictus), educatori, logopedisti, dietisti, tecnici ortopedici, terapisti occupazionali. Tutte figure che nel fabbisogno dell’infornata di 7600 assunzioni programmate nel prossino triennio in molte Asl fanno zero. Professionisti che lavorano soprattutto nel privato ma si tratta di un’offerta che la sanità pubblica dovrebbe riequilibrare. E invece le piante organiche delle Asl danno zero. Salvo poi reclutare il personale che serve con avvisi pubblici a tempo determinato andando ad ingigantire le sacche del precariato dagli alti costi e dalla complessa gestione ai fini della programmazione.  Piante organiche vuote ma decini di avvisi pubblici: un errore di prospettiva, una incapacità di programmazione o cos’altro? Di sicuro un danno per la qualità dell’assistenza senza nessun risparmio nelle voci di costo del Servizio sanitario pubblico. Un errore da correggere.  

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